La Capitale

Xandria

Marmo bianco. Oro filato. Il canto perpetuo di Syrax che non si interrompe mai, neanche quando i Cantori cadono. La città che il Reame chiama il proprio centro, e che si dichiara tale a ogni alba.

◆ Apertura

el cuore esatto del Reame, sospesa fra quattro Lance e attraversata da sette fiumi, sorge Xandria. Le sue guglie si vedono da ogni provincia, e ogni Risorto, dovunque apra gli occhi, è già stato indirizzato qui prima ancora di pronunciare il proprio nome.

È la città di marmo bianco e oro che si addita come la prova terrena della Grazia. Le sue cupole catturano il sole di Syrax, i suoi acquedotti trasportano un'acqua che si dice non si guasti mai, e nessun Mastino di Xandros ha mai dichiarato un suo abitante manifestamente innocente: la simmetria è perfetta.

Quando entrerai per la prima volta dalle sue porte, ti accorgerai di avere già fatto un inchino prima di decidere di farlo. È una città che si ricorda meglio di quanto tu ricordi te stesso.

◆ Tre Volti

Una sola voce, tre maschere d'oro

La capitale si lascia leggere come un trittico d'altare: l'altezza che canta il cielo, la voce che lo trattiene, la mano che ne firma la sentenza. Sono volti diversi della stessa luce. Così almeno si predica.

Il marmo

Le Guglie

Marmo bianco che si arrampica fino al velo del cielo, e oro che lo trattiene.

L'oro

Il Trono

La Regina Krys-Thea II, da cui scende l'Icore, e a cui torna ogni sentenza.

Il canto

Il Coro

La Cattedrale dove il canto di Syrax non smette mai, neanche quando i Cantori cadono.

◆ Le Guglie del Velo, viste dal Foro delle Sentenze
Il marmo

Le Guglie del Velo

Dove il marmo finisce, comincia l'oro.

Le guglie di Xandria si arrampicano fino al velo del cielo. Sono di marmo bianco e di un oro che non si ossida mai, e ognuna porta in cima una statua dorata di un Aurato illustre: cavalieri di Xandros, Cantori di Syrax, Cancellieri d'Oro a cui i Re del passato hanno concesso la posa eterna.

Le scalinate che le congiungono non finiscono mai del tutto. Si dice che Auron stesso ne abbia disegnato la pianta, e che a chi le percorra in preghiera scenda dal cielo una sapienza che a parole non si trasmette.

I capomastri che ne hanno guidato gli ultimi restauri non firmano mai i registri di cantiere. È un'usanza, dicono: per umiltà. I tomi di costruzione esistono e vivono nei sotterranei del Palazzo della Sentenza; ogni archivista interpellato indica una sala diversa.

Si annota a margine

Da certi piani del Quartiere Alto, di notte, si sente cigolare il marmo. Gli architetti di corte parlano di assestamento. È un cigolio molto regolare.

L'oro

Il Trono di Luce

L'Icore stilla, e ogni sentenza torna.

In cima al Palazzo della Sentenza siede la Regina Krys-Thea II. Dal suo trono stilla l'Icore dorato che scorre nelle vene dei cittadini di sangue puro. Lei lo dona, lei lo riconosce, lei, per voce dei Mastini, lo ritira a chi smette di meritarlo.

Si mostra raramente in pubblico. Si dice per devozione. Quando appare, due file di Cancellieri d'Oro la precedono fendendo la folla, e a chi la incrocia di lato è insegnato di non sollevare lo sguardo, per rispetto.

Nessun ritratto coevo della Regina è mai uscito dalle mura del Palazzo. Le sue monete recano un profilo, ma quel profilo cambia leggermente ogni quattro o cinque conii. La zecca conserva i conii in una cassa di ferro, e la chiave la tiene un solo Cancelliere alla volta.

Si annota a margine

Le scale che salgono al Trono sono di marmo nero. È l'unico marmo nero di Xandria. Nessun Mastino sa dire da quale cava provenga.

◆ La Regina Krys-Thea II sulla scala del Palazzo della Sentenza
Il canto

La Cattedrale del Coro

Il canto che tiene in vita il sole.

Sotto la cupola maggiore della Cattedrale del Coro i monaci di Syrax si danno il cambio ogni quattro ore, e da prima che il Reame avesse un nome non hanno mai lasciato cadere il canto. Finché la nota tiene, la luce tiene. Quando una notte dura tre giorni, e accade, si ringraziano i Cantori che l'hanno sopportata, e si ricordano i loro nomi nei santi.

Quando uno stallo resta vuoto, viene coperto da una stoffa azzurra. La Cattedrale ne ha sempre una pronta, ricamata con la cura di chi sa che il caso si ripresenta. Il canto, intanto, prosegue.

I bambini di Xandria, dormendo, cantano una variazione del Coro che gli adulti non sanno riconoscere. Al risveglio non se la ricordano. Anche loro, dunque, partecipano al turno.

Si annota a margine

La cupola è stata restaurata sette volte. Le travi originali non si sono mai trovate. Il canto, ufficialmente, non si è mai interrotto.

◆ Le Cinque Colonne

Le cinque maschere d'oro

Sotto la Regina, cinque ordini intessuti l'uno nell'altro reggono la capitale. Si chiamano colonne. A chi le abita di sguincio viene un'altra parola in mente, e si tiene per sé.

◆ La stessa città, due luci

Di giorno canta. Di notte ascolta.

Giorno Le guglie raccolgono il sole di Syrax e lo restituiscono alle province. Ogni Risorto che cammina lungo il fiume si sente, anche solo per un istante, all'altezza della Grazia.
Notte Le finestre si accendono una a una, dal basso verso il Palazzo. I Mastini camminano in coppie. Le porte degli Aurati si chiudono con un suono che a Xandria si chiama silenzio.
A Xandria nessuno mente.
Si confeziona la verità con lo stesso oro con cui si fondono le monete.
Iscrizione sulla volta del Foro delle Sentenze
◆ Continua il viaggio

Oltre le mura

È la più bella città del Reame. Se non ti convince, ripetilo finché non lo fa. È così che si entra a Xandria. È così che si è imparato a viverci.
Marginalia di un Aurato, scritta sul retro di una moneta cancellata